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Centro Salute
Apparecchi acustici

L'udito
Indice iniziale
Come funziona l'udito
L'ipocusia
Tipologie | Cause | Sintomi

Come funziona l'udito

Per comodità di spiegazione scomponiamo il sistema uditivo in cinque sezioni che hanno differenti compiti:
- Orecchio esterno.
- Orecchio medio.
- Orecchio interno, coclea.
- Orecchio interno, nervo acustico.
- Corteccia cerebrale.

ORECCHIO ESTERNO

E' costituito dal padiglione auricolare e dal condotto uditivo esterno (C.U.E.).
Ha il compito di raccogliere ed indirizzare verso il timpano il suono presente nell'ambiente.

ORECCHIO MEDIO

E' costituito dal timpano e dalla cassa timpanica, nel cui interno si trovano gli ossicini "martello", "incudine" e "staffa".
Ha il compito di convogliare l'onda sonora nell'orecchio interno.

 

I problemi che si possono avere nell'orecchio medio consistono in: perforazioni timpaniche, blocco della catena ossiculare per motivi diversi (otosclerosi, timpanosclerosi, etc.), disarticolazione della catena ossiculare, atresia aures nella forma più complessa che comporta l'assenza del timpano o addirittura di tutto l'orecchio medio.
L'effetto dato da questi problemi consiste in un impedimento per il suono a transitare correttamente verso l'orecchio interno, con conseguente ipoacusia di tipo cosiddetto trasmissivo.

ORECCHIO INTERNO

L'orecchio interno è costituito dal labirinto, che è formato da due porzioni: la Coclea e i canali semicircolari.
La prima porzione (coclea) è deputata alla funzione uditiva. La seconda porzione (canali semicircolari) è deputata all'equilibrio e alla corretta postura.
Nella porzione "coclea" si trova l'organo di Corti, costituito dalle cellule acustiche che trasformano l'onda meccanica suono in onda nervosa che, attraverso il nervo acustico, arriva alla corteccia celebrale.

Il NERVO ACUSTICO ha la funzione di trasferire i segnali elettrici originati dalla coclea, attraverso alcune stazioni intermedie (gangli nervosi di vario tipo), verso la corteccia cerebrale.

La CORTECCIA CELEBRALE è la parte della catena uditiva deputata alla decodificazione dei segnali elettrici provenienti dalla coclea e alla loro interpretazione.
I problemi che si possono avere in questa sede sono derivanti da: traumi cranici, difetti di circolazione ematica, tumori, etc.

L'effetto dato da questi problemi consiste in una ipoacusia di tipo percettivo con dissociazione verbo-tonale, vale a dire che i suoni vengono percepiti, in alcuni casi anche ad un'intensità non molto attenuata, ma non vengono interpretati, cioè il cervello ha perso la capacità di assegnare ad uno specifico segnale il significato originale (un segnale che decodificato dovrebbe essere interpretato come "mamma" viene decodificato come, esempio, "bgrni" che chiaramente non significa nulla).
Fondamentalmente le aree del cervello deputate a decifrare il segnale proveniente dalle orecchie sono le due aree temporali.
È comunque molto difficile dire come funziona la corteccia cerebrale: s'inizia a comprendere qualche cosa solo ora potendo disporre di sistemi di mappatura dei potenziali originati dal cervello in tempo reale rispetto al segnale che li fa emettere.
Pare assodato che il cervello lavori "in parallelo", cioè ogni impulso che viene ricevuto dalla corteccia mette in contemporanea funzione una nutrita serie di cellule che lavorando nello stesso tempo all'interpretazione del segnale giunto consentono una sua rapidissima individuazione e decifrazione.

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IPOACUSIA
Tipologie

La perdita uditiva si chiama in termini medici ipoacusia e ne esistono diversi tipi e differenti manifestazioni.

IPOACUSIA TRASMISSIVA

E' presente un danno nell’orecchio esterno o in quello medio, cioè in quelle parti dell’orecchio che sono preposte alla trasmissione meccanica del suono. I soggetti affetti da questo tipo di perdita sentono tutti i suoni più bassi, affievoliti indipendentemente dal tipo di frequenza. Hanno la sensazione di avere le orecchie tappate e parlano a voce bassa perché la sentono insolitamente forte.

IPOACUSIA NEUROSENSORIALE

Riguarda l’orecchio interno che diventa incapace di trasformare le vibrazioni sonore in impulsi nervosi corretti. I soggetti affetti da questo tipo di ipoacusia sentono senza capire: non riconoscono i suoni.

IPOACUSIA DI TIPO MISTO

Si verifica quando la lesione colpisce contemporaneamente l’orecchio medio e l’orecchio interno. Ovviamente con questo tipo di perdita gli effetti delle due perdite precedenti si sommano.

IPOACUSIA CENTRALE

Il centro dell’udito è situato nel cervello. A volte, i suoni inviati dall’orecchio, pur raggiungendo questo organo non vengono correttamente interpretati. Si parla allora di sordità centrale.

ACUFENI

Sono chiamati così tutti i fastidiosi rumori, suoni, fischi, che una persona con tale problema riferisce di sentire. Possono essere associati o meno a ipoacusia. Non si tratta di un calo dell’udito, tuttavia comporta una seria difficoltà a capire parole e suoni, perché coperti da questi rumori di disturbo.

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IPOACUSIA
Le cause

L’udito può essere compromesso da una vasta serie di fattori.

ETA'

Secondo le statistiche in Italia più del 30% della popolazione oltre i 65 anni soffre di deficit uditivi più o meno gravi, conseguenti all’avanzare degli anni, e che risultano tra i più comuni disturbi della terza età.

RUMORE

Il rumore è la prima causa di invalidità professionale. L’assordante colonna sonora di ogni giorno non è solo fastidiosa: è dannosa. A farne le spese non è solo l’udito, ma tutto l’organismo con ripercussioni serie quali l’aumento della pressione, tachicardia, aritmia, bruciore di stomaco, tensione muscolare, disturbi intestinali e altri.

EREDITARIETA'

Circa un terzo dei deficit uditivi presenti dalla nascita si deve a fattori ereditari. Imputato è un gene: la connexina 26. Se in famiglia ci sono casi di ipoacusia, esistono molte probabilità che questa si trasmetta ai figli. In caso di matrimonio tra due ipoacusici è opportuno consultare l’audiologo o il genetista, il medico specialista delle malattie ereditarie.

INFEZIONI

Diverse malattie da batteri e da virus (scarlattina, rosolia, meningite e altre) possono danneggiare l’orecchio e provocare perdite di udito più o meno gravi. Anche l’otite, malattia frequente soprattutto nell’infanzia, se trascurata può causare forme irreversibili di ipoacusia.

OTOSCLEROSI

Questo nome designa una malattia che compromette la mobilità degli ossicini dell’orecchio medio. Le vibrazioni trasmesse all’orecchio interno non hanno più la regolarità di un orecchio sano e quindi l’efficienza uditiva è ridotta.

FARMACI, ALCOOL, FUMO

E' accertato che alcuni farmaci possono esercitare un’azione nociva sull’organo dell’udito, e sono quindi definiti ototossici, cioè tossici per l’udito. Anche l’alcool e il fumo possono provocare danni all’udito.

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IPOACUSIA
Sintomi

Salvo casi rari, l’ipoacusia non è un processo improvviso, ma si instaura in maniera lenta e progressiva determinando una specie di assuefazione che ne impedisce il riconoscimento cosciente.
Inizialmente non conduce alla scomparsa di tutti i suoni ma solo di alcuni.

I primi e più comuni sintomi di una perdita uditiva sono:

Necessità di farsi ripetere le frasi:
l’ipoacusico, cioè chi sente meno, perde parole e frasi poiché non le capisce o le confonde, ma anche perché avverte, nello stesso tempo, il potenziamento dei rumori nelle basse frequenze (elettrodomestici, traffico…), che diventano fastidiosi.

Difficoltà nelle relazioni interpersonali:
se più persone parlano insieme, se una conversazione avviene nel traffico, o in auto, capire diventa difficoltoso.

Errori di comprensione nella conversazione:
i primi a non essere sentiti sono i “toni alti”. Le parole comprendono sia suoni gravi, come ad esempio le vocali AEIOU, sia frequenze alte, contenute soprattutto nelle consonanti, come CSFZ. Perciò se della parola SFORZO non si comprendono SFZ perché non vengono sentite (toni alti), si percepisce ORTO.

Disagio e stress:
la difficoltà a comprendere le parole durante le conversazioni rende faticoso partecipare alla vita sociale.

Difficoltà a capire i bambini:
perché hanno la voce più squillante e quindi toni alti.

Necessità di alzare il volume della televisione.

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